#indagineLaST (L’Arena)


Dicono di noi - domenica 5 Febbraio, 2017

L’INDAGINE. Il laboratorio Cmr del sociologo Marini analizza la cosiddetta polarizzazione delle condizioni economiche del Nordest, dove, peraltro, il Pil rimane elevato.

Veneto, il ceto medio scivola verso il basso

In cinque anni si è dimezzata la quota di chi diceva di appartenere a una classe sociale medio-alta «Viviamo in un Paese vischioso e senza mobilità»

Piero Erle – Avanti adagio? No, quasi indietro. Quella che era celebrata come la locomotiva d’Italia, il Nordest, si guarda allo specchio e si sente ferma o, in molti casi, con la retromarcia innestata. E questo nonostante i dati oggettivi sul Pil pro capite diano ancora questa parte d’Italia nella classifica medio-alta della nazione, con trentini e bolzanini anzi al primo posto. È il curioso quadro che emerge dalla nuova indagine di Community Media Research, laboratorio di cui è direttore scientifico il sociologo Daniele Marini, realizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo – Cassa Risparmio del Veneto. «Il fenomeno della polarizzazione delle condizioni», afferma Marini «è uno dei lasciti della crisi finanziaria ed economica avviata nel 2008. Quello più evidente ha investito il sistema produttivo: le imprese si sono divise in modo sempre più netto» fra quelle che hanno comunque ottenuto performance positive, soprattutto perché hanno investito in processi di innovazione e sui mercati esteri, e quelle sempre più in difficoltà perché sono rimaste ferme e chiuse in casa. L’attesa passiva, rimarca Marini, «ha prodotto solo esiti negativi e fatto scivolare fuori dal mercato».

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